Ingegneria e' considerata la laurea "impossibile da fare lavorando". La versione online esiste esattamente per smentirlo: stessa classe di laurea dei politecnici, tre indirizzi, e un metodo pensato per chi il tempo se lo deve costruire.

Per chi ha senso

  • Tecnici gia' occupati (periti, geometri, sviluppatori, manutentori): la laurea trasforma l'esperienza in inquadramento e responsabilita'.
  • Chi ha lasciato il politecnico: gli esami pesanti gia' superati possono valere crediti; si riparte da dove ci si era fermati.
  • Chi punta ai settori che assumono: costruzioni, energia, automazione, informatica; l'ingegnere resta il profilo piu' cercato d'Italia.

La differenza vera rispetto al frontale non e' la difficolta' (gli esami sono esami) ma la logistica: zero pendolarismo, lezioni rivedibili, sessioni pianificate. Per un lavoratore e' cio' che separa il possibile dall'impossibile.

Cosa valutare

Analisi, fisica ed elettrotecnica chiedono basi solide: il test iniziale (non selettivo) misura il punto di partenza e i moduli di allineamento coprono i buchi. Serve pero' accettare un primo anno di rimessa in moto: chi lo sa in anticipo lo attraversa; chi non lo sa, si scoraggia.

Domande frequenti

Il titolo vale come quello di un politecnico?

Stessa classe di laurea ministeriale, stesso accesso a esame di Stato e albo: il valore legale e' identico.

Quale indirizzo scegliere?

Quello del settore in cui lavori o vuoi lavorare: civile-ambientale, industriale o informatica-automazione. Il colloquio gratuito serve a deciderlo con criterio.

Quanto costa?

Da circa 1.300 euro l'anno in convenzione: vedi costi e rette.